Pirati!
5 09 2009
Arriva in edicola il numero 116 di Hera, dal titolo Pirati! – Storia, simbologia, mistero.
E, dimostrandosi recidivi direttore e caporedattore nell’affidarmi onori immeritati, il focus sui pirati è stato affidato a me. Onore doppio perché si tratta di un focus che l’impareggiabile direttore Carpeoro desiderava da tempo.
Ma passiamo ai contenuti: apertura e back cover sono stati realizzati da Diramazioni, superfluo quindi dire che sono splendidi; e i miei articoli a comporre il focus sono quattro, tre più corposi e uno breve.
Il primo – Le radici della pirateria – ripercorre la Storia della pirateria antica, a partire dalle origini, passando per il mondo classico e l’era vichinga fino all’epopea barbaresca nel Mediterraneo e alla golden age caraibica.
Segue Jolly Roger – il simbolismo dei pirati, in cui analizzo genesi e utilizzo, e interpreto segni e significati, del simbolo celebre e inquietante del teschio con le ossa incrociate su fondo nero.
C’è poi il più breve Libertatia, un’utopia pirata dove vediamo la storia affascinante di una colonia pirata – la cui esistenza è discussa – sorta in Madagascar all’inizio del XVIII secolo, all’insegna di valori di uguaglianza, antirazzismo e libertà.
Chiude Barbanera – vita e leggenda di Edward Teach, in cui cerco di esplorare la vita del più temuto pirata di tutti i tempi, divincolandoci tra le infinite leggende e misteri – molti dei quali da lui costruiti deliberatamente – che ne ammantavano il personaggio rendendolo un demone dei mari.
E oltre al mio focus, come sempre sulla rivista vi aspettano tanti altri articoli intriganti e intelligenti su misteri di ogni tempo.
Bene, è tutto. Cosa aspettate?











Ciao Daniele.
Interessante anche quello su Libertatia, chissà se è esistita davvero.
Non conoscevo la rivista, l’ho presa la prima volta per i tuoi articoli e ho trovato diverse cose interessanti e particolari.
Il tuo focus sui pirati è molto bello, in particolare mi è piaciuta la parte su Barbanera…sembrava di essere lì a bordo!
Ciao Valerio.
Very glad che ti sia piaciuto. Grazie mille. In effetti quello su Teach è forse quello che mi sono divertito di più a scrivere; è un personaggio affascinante, molto sulle mie corde, e si trattava in fondo quasi di un racconto d’avventura.
Su Libertatia: chissà. Io credo di sì, fosse anche solo perché è bello crederci