I fulmini globulari di Flatlandia, i leoni e gli Archetipi. (E un’intervista).

7 04 2010

Da oggi in edicola è sbarcato – e stavolta ha attraversato l’oceano fin dall’altra parte del mondo – il nuovo numero di Hera, il 123, che porta il titolo L’enigma di Rapa Nui.

Nelle pagine che appesto, questo mese mi sono appiattito a dovere e mi sono occupato – oltre che di alcune novità editoriali nella consueta Sala degli archivi - di Flatlandia, nuova sortita di Libri e Mistero.
Flatlandia e fulmini globulari, per la precisione. Come il titolo dovrebbe ben suggerire.
Lo straordinario libro a molte dimensioni di Edwin A. Abbott lo conoscete: l’autore – che poi sarebbe “un quadrato” – racconta di un mondo bidimensionale, i cui abitanti sono poligoni organizzati in una società dove la gerarchia è sancita dal numero di lati. Il protagonista, durante la novella, si troverà a rapportarsi con mondi a una e zero dimensioni, ma anche con “spaceland”, ovvero la comune (per noi) realtà a tre dimensioni – che sarà in grado di percepire solo parzialmente. Isaac Asimov lo definì “la migliore introduzione che si possa trovare al modo di percepire le dimensioni”.
Ma cosa c’entrano i fulmini globulari?
Be’, compratevi la rivista, no? disgraziati.

In ogni caso, ci sono ben altre ragioni, oltre al mio piccolo contributo, per acquisirla: a partire dall’ottimo focus a cura di Claudio Foti dedicato ai misteri dell’isola di Rapa Nui, ovvero Te Pito te henua: l’ombelico del mondo. L’isola di Pasqua, patria di giganteschi Moai che fissano l’oceano più bello della Terra, in attesa forse di qualcosa, o di qualcuno partito o arrivato tanto tempo fa. Chi erano? Quali dèi adoravano, quale la loro lingua, il significato della scrittura Rongorongo e della filosofia Tapu (davvero c’entra con teschi ficcati su pali, o è qualcos’altro?) E cos’è il Mana? Cosa si nasconde nel sottosuolo dell’isola? E ancora, tante altre domande che ci portano a strani collegamenti con altri luoghi impensabilmente distanti.
(E personalmente, Rapa Nui è uno di quei posti in cui debbo proprio andare, prima o poi. Avrei anche un mezzo progetto, fermo lì, di andarci con un certo mezzo, ma be’, si vedrà…).

Passiamo ai leoni.
I leoni del Circo Massimo, è chiaro.
Anche quest’anno avrò il piacere, l’onore, insieme a Gabriele Lattanzio, di gestire il concorso letterario con i gladiatori e tutto quel sangue sulla sabbia.
Tutte le informazioni alla pagina del bando ufficiale del Circo Massimo MMX.
Gnam.

E gli Archetipi.
Intanto, se vi siete persi l’intervista a Luigi Acerbi e me, apparsa sul Primo piano del numero di marzo di Hera, ve la ripropongo in formato digitale. (Però significa che non avevate comprato la rivista, quindi non vi siete comportati molto bene e subirete una maledizione sumera).

Poi ne ha parlato il quotidiano di Bari Barisera, in una recensione di Felice Laudadio al fianco di In due si uccide meglio di Giuseppe Pastore e Stefano Valbonesi.

Ampia e profonda analisi quella della recensione di Daniela Contini su Corpi Freddi – questi ragazzi sono tosti, se non conoscete il sito, fateci un bel giro.

Per finire, se siete particolarmente autolesionisti: un’intervista che invece non c’entra con Archetipi, ma riguarda la mia attività in Edizioni XII, e si parla anche di editoria in generale e ammennicoli vari, è apparsa qualche giorno fa su Booksblog.


Azioni

Informazioni

Lascia un commento

Puoi usare questi tag : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>