Daniele Bonfanti – Bio

(English version)

Mi chiamo Daniele Bonfanti e sono un appassionato di avventura, sia vissuta che narrata. L’ho sperimentata soprattutto come alpinista, trail runner, canoista e viaggiatore, e la racconto nelle storie che mi piace scrivere – sono uno scrittore di narrativa avventurosa tra horror e fantascienza, influenzato in particolare dalla mia profonda fascinazione nei confronti della natura e dei suoi lati nascosti e segreti, nonché delle antiche tradizioni.
Ho pubblicato i romanzi Melodia e Quintessenza, e alcuni racconti. La novella Game, in lingua inglese, è inclusa in The Beauty of Death accanto a grandi nomi internazionali. E oltre a scrivere storie, mi diverto a tradurle dall’inglese. Tra gli autori: Brian Keene, Jack Ketchum, Peter Straub, Ramsey Campbell. Nella Bibliografia di questo sito sono riportati i dettagli delle mie pubblicazioni.
Sono Active Member della Horror Writers Association.

Dal 2011 ho tramutato nel mio lavoro principale le mie passioni per la vita all’aria aperta, per l’autosufficienza e per l’ecologia: mi dedico da allora all’apicoltura e all’agricoltura naturale. L’idea di fondo: un ecosistema vitale di cui far parte.

In passato ho pubblicato anche saggistica tra misteri, scienza di confine, e natura selvaggia. In particolare, per due anni (2009-2010) ho scritto sulla rivista Hera – storica testata da edicola su miti, civiltà scomparse, esoterismo. Il mio lavoro è stato focalizzato sull’esplorazione dei confini sfumati tra realtà e mitologia. Per la rivista sono stato autore di due rubriche fisse mensili, e ho avuto l’onore di tre copertine per altrettanti saggi, oltre a collaborare come scrittore di testi vari.

Tra il 2007 e il 2011 ho lavorato a tempo pieno come freelance in veste di redattore, traduttore e articolista, contribuendo a molte pubblicazioni, tra cui quelle di Edizioni XII, Acacia Edizioni, Il Posto Nero. Per otto anni, ho anche gestito un laboratorio curriculare di scrittura narrativa presso una scuola media.

Vivo in una strana casa vecchia di quattrocento anni, isolata nel bosco prealpino alle falde delle creste sud del Resegone, insieme a mia moglie, alle figlie e al mio pianoforte. La casa è infestata da gatti e fantasmi, due categorie di persone con cui vado molto d’accordo.

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