Al solstizio d’estate tornano i gatti. Intanto divertitevi con coni velenosi, autocombustione e anunnaki.
13 06 2010
Sarò un po’ sbrigativo in questo post, perché stanotte parto per la Corsica e debbo preparare un po’ di equipaggiamento…
Quindi, veniamo al sodo: il giorno del solstizio d’estate arriva la nuova edizione del mio romanzo Melodia. Quello uscito nel 2007, sì, coi gatti, la musica, i misteri antichi, e tutto il resto. E si è affilato gli artigli con una nuova eccezionale copertina – qui di lato – creata da Diramazioni, e con un’opportuna nuova revisione formale. (Insomma: la musica è la stessa, ma abbiamo montato casse più grosse…).
Se volete, lo trovate già disponibile in preordine, con uno sconto di 3 euro, sull’eshop di Edizioni XII. (Nella scheda del libro trovate anche il booktrailer: dateci un’occhiata, secondo me ne vale la pena).
Intanto, potete ammazzare il tempo avvelenandolo con un Conus geographus, il favoloso Numero 7 nella nostra classifica dei 10 animali più velenosi del mondo per la rubrica Natural Born Killers su LaTelaNera.com: sì, siamo ripartiti!
Se quest’estate andate per esempio in Borneo, o in Madagascar, e intendete farvi una bella nuotata, vi potrebbe tornare utile.
Altra rubrica che riparte è Punto Interrogativo, sul blog di Edizioni XII. Riprendiamo le fila del discorso sugli Anunnaki lasciato in sospeso causa superlavoro più di un anno fa, e lo facciamo nel modo migliore: con esplosioni. Il numero 21 è un breve articolo dal titolo Una Hiroshima nell’Età del Bronzo.
Di cosa parlano davvero i versi agghiaccianti, consegnati a solchi cuneiformi su tavolette d’argilla migliaia di anni fa, della Lamentazione di Ur? Che cosa accadde a quelle persone, cos’era questa calamità sconosciuta, cosa poté causare un tale disastro? Che cos’era il “Vento del Male” che allagava la bocca di sangue e causava terribili emicranie?
Un’altra ottima cosa che potete fare nel frattempo è recarvi in edicola, e ottenere il nuovo numero di Hera, il primo diretto da Massimo Bonasorte, che in primo luogo ospita uno straordinario focus di G.F. Carpeoro sulla figura di Alarico, re dei Visigoti attorno al quale sono sorte moltissime leggende. Carpeoro, in diversi anni di studio, ha ricostruito i tasselli che mancano nei libri di Storia (per esempio il suo luogo di sepoltura, che era tanto importante restasse segreto che gli schiavi artefici dello scavo funebre furono uccisi perché non lo potessero rivelare – ma questa è solo una parte del mistero: il piatto forte è quello che accompagna il Sacco di Roma, e perché Alarico non si spinse oltre…).
E poi, oltre a tante altre cose interessanti, tra cui due nuove rubriche (una a cura di Robert Bauval, che racconta delle sue esperienze di esploratore, e una di Simone Barcelli sugli oopart), di mio ci trovate: il consueto appuntamento con la Sala degli Archivi, in cui si recensisce tra gli altri La vergine del sudario di Bram Stoker; e la nuova puntata dell’altra mia rubrica, Libri e Mistero. Stavolta – dopo fulmini globulari, Psicostoria, e lune di Marte – tocca a Charles Dickens e l’autocombustione umana. Prendendo spunto dalla sorte del personaggio di Krook in Casa desolata, vediamo cosa c’è di vero, cosa no, e cosa forse, riguardo al fenomeno della SHC, ovvero un corpo umano, vivo, che senza ragione apparente e senza fonti d’innesco prende fuoco dall’interno, fino a ridursi in cenere in pochi attimi.
Potrebbe anche essere tutto, ma vi segnalo pure un mio articolo apparso su Concorsi-letterari.it, dal titolo Nella mia sinossi devo metterci anche il finale?; non vi spiego di cosa parla perché il titolo è piuttosto autoesplicativo e credo molto nella vostra perspicacia.
Ci rivediamo tra una settimana.











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