Arthur Conan Doyle e gli spiriti. Miti babilonesi. (E un’intervista).

15 07 2010

Hera 126, la copertinaIn edicola da qualche giorno trovate il numero 126 di Hera, dal titolo Archeologia misteriosaconoscenze e segreti delle antiche civiltà. Si tratta del secondo numero diretto dal bravo Massimo Bonasorte, e il focus, a cura di Francesco Arduini e Roberto La Paglia, è dedicato ai misteri legati all’Arca di Noè e al Diluvio universale – argomento che, come sapete, mi sta parecchio a cuore.
Si parla poi di tantissimo altro, come sempre in 98 densissime pagine: dall’aliante di Saqqara nell’articolo di Simone Barcelli al mistero della fortezza vetrificata del Mote of Mark, in Scozia, in quello di Robert Schoch.
Ecco qui il sommario del numero 126 di Hera.

Da parte mia: nella Sala degli Archivi parlo di 4 nuovi libri, tra cui gli ottimi Repetita di Marilù Oliva e Ptaxghu6 di Sandro Battisti e Marco Milani. Mentre in Libri e Mistero mi occupo stavolta, attraverso l’articolo Arthur Conan Doyle e la Terra della nebbia, del lato meno conosciuto – quello legato all’occultismo – di Arthur Conan Doyle, il celebre creatore dell’altrettanto (o più) celebre Sherlock Holmes: stupisce infatti l’apparente contrasto tra la mentalità iper-razionale e per nulla incline a credere nel sovranormale di Holmes e le ferventi convinzioni di Doyle, che trovano particolare spazio nel suo romanzo dal titolo, appunto, The Land of Mist (come sottolineo nell’articolo, peraltro è una delle più belle definizioni di quel territorio d’indagine collocato sul limite della Scienza, sporto sul cornicione dell’ignoto e dell’invisibile). Occorre capire innanzitutto quali erano e come si svilupparono queste convinzioni dello scrittore, e poi riflettere se davvero esiste questo iato. E si parla in particolare dell’altra grandissima creatura di Doyle, poco nota in Italia: il professor Challenger, che vi anticipo tornerà a trovarci anche nel prossimo numero.

Ieri invece l’appuntamento con la nuova puntata di un’altra rubrica, Punto interrogativo sul blog di Edizioni XII, che prosegue nella disamina dell’affaire Anunnaki. L’articolo s’intitola Enuma Elish, e tratta del mito della Creazione caldeo-babilonese, la proto-mitologia per eccellenza nella quale si radicano quelle successive, e che racconta dello scontro tra Tiamat e Marduk. Storie di dèi mitici oppure collisioni di pianeti e satelliti?
Ecco l’articolo Enuma Elish, numero 22 di Punto interrogativo e numero 6 della serie sugli Anunnaki.

Segnalazione infine per una nuova intervista, propostami da Paolo Franchini e piuttosto fuori dagli schemi, e che potete leggere su VareseNoir.

PS: La Demo de La corsa selvatica di Riccardo Coltri è disponibile in formato ebook. Che aspettate a scaricarla? Sì, anche se avete già letto il romanzo (come dovreste aver fatto, se siete persone dotate di senno), ché c’è della roba inedita e interessante dentro… (e un’incredibile fotografia).



Al solstizio d’estate tornano i gatti. Intanto divertitevi con coni velenosi, autocombustione e anunnaki.

13 06 2010

Sarò un po’ sbrigativo in questo post, perché stanotte parto per la Corsica e debbo preparare un po’ di equipaggiamento…

Quindi, veniamo al sodo: il giorno del solstizio d’estate arriva la nuova edizione del mio romanzo Melodia. Quello uscito nel 2007, sì, coi gatti, la musica, i misteri antichi, e tutto il resto. E si è affilato gli artigli con una nuova eccezionale copertina – qui di lato – creata da Diramazioni, e con un’opportuna nuova revisione formale. (Insomma: la musica è la stessa, ma abbiamo montato casse più grosse…).
Se volete, lo trovate già disponibile in preordine, con uno sconto di 3 euro, sull’eshop di Edizioni XII. (Nella scheda del libro trovate anche il booktrailer: dateci un’occhiata, secondo me ne vale la pena).

Intanto, potete ammazzare il tempo avvelenandolo con un Conus geographus, il favoloso Numero 7 nella nostra classifica dei 10 animali più velenosi del mondo per la rubrica Natural Born Killers su LaTelaNera.com: sì, siamo ripartiti!
Se quest’estate andate per esempio in Borneo, o in Madagascar, e intendete farvi una bella nuotata, vi potrebbe tornare utile.

Altra rubrica che riparte è Punto Interrogativo, sul blog di Edizioni XII. Riprendiamo le fila del discorso sugli Anunnaki lasciato in sospeso causa superlavoro più di un anno fa, e lo facciamo nel modo migliore: con esplosioni. Il numero 21 è un breve articolo dal titolo Una Hiroshima nell’Età del Bronzo.
Di cosa parlano davvero i versi agghiaccianti, consegnati a solchi cuneiformi su tavolette d’argilla migliaia di anni fa, della Lamentazione di Ur? Che cosa accadde a quelle persone, cos’era questa calamità sconosciuta, cosa poté causare un tale disastro? Che cos’era il “Vento del Male” che allagava la bocca di sangue e causava terribili emicranie?

Un’altra ottima cosa che potete fare nel frattempo è recarvi in edicola, e ottenere il nuovo numero di Hera, il primo diretto da Massimo Bonasorte, che in primo luogo ospita uno straordinario focus di G.F. Carpeoro sulla figura di Alarico, re dei Visigoti attorno al quale sono sorte moltissime leggende. Carpeoro, in diversi anni di studio, ha ricostruito i tasselli che mancano nei libri di Storia (per esempio il suo luogo di sepoltura, che era tanto importante restasse segreto che gli schiavi artefici dello scavo funebre furono uccisi perché non lo potessero rivelare – ma questa è solo una parte del mistero: il piatto forte è quello che accompagna il Sacco di Roma, e perché Alarico non si spinse oltre…).
E poi, oltre a tante altre cose interessanti, tra cui due nuove rubriche (una a cura di Robert Bauval, che racconta delle sue esperienze di esploratore, e una di Simone Barcelli sugli oopart), di mio ci trovate: il consueto appuntamento con la Sala degli Archivi, in cui si recensisce tra gli altri La vergine del sudario di Bram Stoker; e la nuova puntata dell’altra mia rubrica, Libri e Mistero. Stavolta – dopo fulmini globulari, Psicostoria, e lune di Marte – tocca a Charles Dickens e l’autocombustione umana. Prendendo spunto dalla sorte del personaggio di Krook in Casa desolata, vediamo cosa c’è di vero, cosa no, e cosa forse, riguardo al fenomeno della SHC, ovvero un corpo umano, vivo, che senza ragione apparente e senza fonti d’innesco prende fuoco dall’interno, fino a ridursi in cenere in pochi attimi.

Potrebbe anche essere tutto, ma vi segnalo pure un mio articolo apparso su Concorsi-letterari.it, dal titolo Nella mia sinossi devo metterci anche il finale?; non vi spiego di cosa parla perché il titolo è piuttosto autoesplicativo e credo molto nella vostra perspicacia.

Ci rivediamo tra una settimana.



Ai confini dell’Arte, 3/06 a Giussano. Animali velenosi, e un’intervista.

30 05 2010

Il 3 giugno alle ore 21.00 interverrò alla conferenza Ai confini dell’Arte, dal sottotitolo: breve viaggio alla ricerca dei limiti dell’arte (se ne ha) e alla scoperta dei misteri dell’arte contemporanea.

Interessante, no? Nell’elegante cornice di Villa Sartirana, in via Carroccio 2 a Giussano (MB) si discuterà di cos’è successo dal “Tutto è arte” in poi, delle forme più estreme – nelle varie declinazioni del termine – dell’espressione artistica contemporanea, delle performance più impensabili. Di confini: reali, fisici, etici, fasulli… Arrivando – si spera – a suscitare domande più che risposte, e a immaginare cosa ci sia oltre quei confini, se quei confini esistono, e cosa ci aspetta negli anni a venire.

I relatori sono, insieme a me, la professoressa Ilaria Boschini, Diramazioni, David Riva – autore del romanzo Opera sei, che durante la serata verrà presentato in prima nazionale. Marcello Mariani sarà voce narrante.

Guarda la locandina di Ai confini dell’Arte ingrandita.
Se siete dalle parti della Brianza, vi invito a farci un giro. Ecco la mappa.

Animali velenosi: stiamo per ripartire, con la rubrica Natural Born Killers su LaTelaNera.com; dopo uno stop di quasi tre mesi – ci eravamo lasciati con la Vipera della morte a inizio marzo, ricordate? – dovuto a carichi di lavoro improbabili, a brevissimo scoprirete il favoloso numero 7 nella nostra mirabolante Top Ten degli animali più velenosi del mondo. (E poi prometto tempi molto più brevi tra un animaletto e l’altro).

Ne approfitto infine per segnalare questa intervista sull’ottimo sito letterario Liberi di scrivere, in cui sono stato interrogato da Giulia sul mio lavoro di editor e sull’ambiente letterario, sulle cose che e di cui scrivo, di alieni e fantasmi, e tante altre cose interessanti.



Libri di pietra, libri di gatti. E Psicostoria.

12 05 2010

Molto bene.
Dal 7 è in edicola il nuovo numero di Hera, il 124, dal titolo Libri di pietra.
E del focus di questo mese sono io il colpevole.
Dopo anunnaki e pirati, questa volta vi parlo di megaliti. Lo speciale, dal sottotitolo L’antica scienza dei ciclopi, si articola in tre pezzi ampi e quattro brevi. I principali sono:
Stonehenge – la corona dei titani. Qui ripercorro la storia del più famoso e misterioso monumento preistorico: le teorie antiche e quelle recenti, gli interrogativi irrisolti e le scoperte più intriganti, che provano un’antichità più remota rispetto a quella comunemente creduta. Gli enigmi riguardo alla funzione del complesso, dalle ipotesi di Aubrey, passando dalle affascinanti tesi archeoastronomiche di Lockyer e dal “computer del Neolitico” di Hawkins, quindi i complessi allineamenti di Thom e McKie, fino al lavoro contemporaneo di Darvill e Wainwright, che sostengono fosse un centro di guarigione. E le innumerevoli dispute attorno ai metodi di edificazione e soprattutto al suo significato.
Poi abbiamo Il labirinto a sette spire di Glastonbury Tor: in uno dei luoghi più ricchi di leggende del mondo, forse la vera Avalon, si erge davvero un enorme labirinto scolpito? E qual è il legame con il primo di maggio?
Sepolcri di giganti e di fate è un viaggio dai dolmen e i cairn della Bretagna, tra Gavrinis e Er Grah, passando per il “Palazzo del Boyne” (Brù na Bòinne) in Irlanda – con le grandi tombe a corridoio di Newgrange, Knowth e Dowth – fino, a nord, alle isole Orcadi e al tumulo di Maeshowe. Analogie e spirali…
Gli articoli brevi riguardano Il castello di corallo costruito da Edward Leedskalnin (ometto che negli anni Venti in Florida da solo spostava megaliti, nessuno sa come… si dice che “cantava alle pietre”); poi un piccolo anatema – Falsificazioni – contro gli eccessivi restauri; poi Silbury Hill (ma voi vi mettereste a costruire una collina?); e Le mura di Alatri: lo sapevate che abbiamo mura megalitiche in Italia, in Ciociaria? E antichissime, in effetti nessuno sa quanto antiche.

E questo è un numero molto particolare, perché è l’ultimo diretto da G.F. Carpeoro, che passa il testimone all’ottimo Massimo Bonasorte e si sposta alla direzione del bimestrale I misteri di Hera (ma non temete: resta più che attivo anche su Hera). Quanto sia grande l’onore di essermi occupato proprio io del focus dell’ultimo numero carpeoriano, lo potete immaginare. A lui voglio dedicare il focus stesso: Carpeoro ha preso il timone della più importante rivista italiana del settore in un momento assai difficile della sua lunga storia editoriale, e l’ha guidata con rigore, competenza, serietà e lungimiranza, costruendo qualcosa che – sono sicuro lui apprezzerà l’Analogia simbolica – durerà quanto Stonehenge, e non è meno solido. La sua firma resta, come incisa in un libro di pietra.

Ma tornando al numero 124 di Hera: c’è poi il nostro consueto appuntamento in Libri e mistero. E dopo Gulliver e Flatlandia, stavolta tocca a Isaac Asimov e alla Fondazione. Si disquisisce della Psicostoria di Hari Seldon, e se questa potrà mai essere una scienza reale, o se resterà cardine della sua fondamentale saga. In particolare prendo in esame le implicazioni della Teoria del Caos e soprattutto della Teoria della Complessità e del lavoro di Stuart Kauffman, letti “in chiave psicostorica”.

Infine, per quanto mi riguarda, c’è il consueto appuntamento con la Sala degli archivi, in cui potete per esempio scoprire cosa ne penso de Il battello del delirio di George Martin, oltre a leggere le recensioni (mie e non) di altre sei novità editoriali.

E vi ho detto tutto ciò che ho inquinato io su questo numero, ma c’è un sacco d’altra roba interessante – dagli ultimi istanti di Socrate alle “piramidi” di Visoko -, come sempre, a cura di gente ben più valida di me. Qui il sommario.

Passando ai gatti del titolo di questo post. Eh sì. Magari vi è già giunta voce. Sono patologicamente sempre l’ultimo a comunicare le cose che mi riguardano, d’altra parte.
Gatti. Tornano i gatti. E uno di loro sarà in copertina – ma la copertina è ancora top secret. La copertina della nuova edizione del mio romanzo Melodia, uscito nel 2007 e da qualche mese esaurito.
Ma invece di lasciarlo esaurito e fare un favore al mondo, Edizioni XII ha preparato una nuova edizione (con piccole modifiche, nulla di sostanziale) che uscirà a giugno nella collana Eclissi – con copertina made in Diramazioni, cosa per la quale c’è in giro gente disposta a uccidere.
Qui la notizia ufficiale.



19 – Sassuolo, 24 – Roma: In due si uccide meglio il Morbillaio

16 04 2010

La prossima settimana sarò bi-trasfertevole per partecipare a due presentazioni di libri tanto interessanti quanto spaventosamente distanti per atmosfere e tematiche.

Il 19 sarò a Sassuolo, presso la Sala Biasin in via Rocca, in compagnia di Danilo Giovanelli e del suo Il segreto del Morbillaio: l’autore ci racconterà qualcosa di più su Saturnetto Vinceslovo e sugli sbilenchi abitanti di Vermiziano. Ci sarà anche David Riva, il che rende il tutto ancora più sbilenco. Io non ho un ruolo ben preciso, sarò un po’ come il cane Deficenzio, in sostanza.
Qui la notizia.

Il 24 invece eccomi a Roma, per una presentazione – organizzata da Corpi Freddi e Angolo Nero – di In due si uccide meglio di Giuseppe Pastore e Stefano Valbonesi presso la Libreria Rinascita Ostiense in via Prospero Alpino 48. A seguire, si parlerà delle novità in arrivo di Edizioni XII, con golose anteprime. Oltre a Pastore, ci saranno Ruben De Luca – criminologo tra i più autorevoli a livello europeo e autore della prefazione del saggio -, Enzo BodyCold di Corpi Freddi e Alessandra Buccheri di Angolo Nero.
Qui la notizia
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Se siete nei dintorni, ci vediamo!



I fulmini globulari di Flatlandia, i leoni e gli Archetipi. (E un’intervista).

7 04 2010

Da oggi in edicola è sbarcato – e stavolta ha attraversato l’oceano fin dall’altra parte del mondo – il nuovo numero di Hera, il 123, che porta il titolo L’enigma di Rapa Nui.

Nelle pagine che appesto, questo mese mi sono appiattito a dovere e mi sono occupato – oltre che di alcune novità editoriali nella consueta Sala degli archivi - di Flatlandia, nuova sortita di Libri e Mistero.
Flatlandia e fulmini globulari, per la precisione. Come il titolo dovrebbe ben suggerire.
Lo straordinario libro a molte dimensioni di Edwin A. Abbott lo conoscete: l’autore – che poi sarebbe “un quadrato” – racconta di un mondo bidimensionale, i cui abitanti sono poligoni organizzati in una società dove la gerarchia è sancita dal numero di lati. Il protagonista, durante la novella, si troverà a rapportarsi con mondi a una e zero dimensioni, ma anche con “spaceland”, ovvero la comune (per noi) realtà a tre dimensioni – che sarà in grado di percepire solo parzialmente. Isaac Asimov lo definì “la migliore introduzione che si possa trovare al modo di percepire le dimensioni”.
Ma cosa c’entrano i fulmini globulari?
Be’, compratevi la rivista, no? disgraziati.

In ogni caso, ci sono ben altre ragioni, oltre al mio piccolo contributo, per acquisirla: a partire dall’ottimo focus a cura di Claudio Foti dedicato ai misteri dell’isola di Rapa Nui, ovvero Te Pito te henua: l’ombelico del mondo. L’isola di Pasqua, patria di giganteschi Moai che fissano l’oceano più bello della Terra, in attesa forse di qualcosa, o di qualcuno partito o arrivato tanto tempo fa. Chi erano? Quali dèi adoravano, quale la loro lingua, il significato della scrittura Rongorongo e della filosofia Tapu (davvero c’entra con teschi ficcati su pali, o è qualcos’altro?) E cos’è il Mana? Cosa si nasconde nel sottosuolo dell’isola? E ancora, tante altre domande che ci portano a strani collegamenti con altri luoghi impensabilmente distanti.
(E personalmente, Rapa Nui è uno di quei posti in cui debbo proprio andare, prima o poi. Avrei anche un mezzo progetto, fermo lì, di andarci con un certo mezzo, ma be’, si vedrà…).

Passiamo ai leoni.
I leoni del Circo Massimo, è chiaro.
Anche quest’anno avrò il piacere, l’onore, insieme a Gabriele Lattanzio, di gestire il concorso letterario con i gladiatori e tutto quel sangue sulla sabbia.
Tutte le informazioni alla pagina del bando ufficiale del Circo Massimo MMX.
Gnam.

E gli Archetipi.
Intanto, se vi siete persi l’intervista a Luigi Acerbi e me, apparsa sul Primo piano del numero di marzo di Hera, ve la ripropongo in formato digitale. (Però significa che non avevate comprato la rivista, quindi non vi siete comportati molto bene e subirete una maledizione sumera).

Poi ne ha parlato il quotidiano di Bari Barisera, in una recensione di Felice Laudadio al fianco di In due si uccide meglio di Giuseppe Pastore e Stefano Valbonesi.

Ampia e profonda analisi quella della recensione di Daniela Contini su Corpi Freddi – questi ragazzi sono tosti, se non conoscete il sito, fateci un bel giro.

Per finire, se siete particolarmente autolesionisti: un’intervista che invece non c’entra con Archetipi, ma riguarda la mia attività in Edizioni XII, e si parla anche di editoria in generale e ammennicoli vari, è apparsa qualche giorno fa su Booksblog.



Gulliver e la Vipera della morte. E altri Archetipi a gradire.

10 03 2010

Vi avevo lasciati in sospeso, il mese scorso su Hera, con il buon Gulliver che non si sa bene come raccontava delle lune di Marte un bel pezzo prima della loro scoperta. Ricordate, no?
Bene, in edicola da un paio di giorni c’è il numero di marzo di Hera – il 122 – dove, oltre a raccontarvi di novità editoriali nella consueta Sala degli Archivi, nella nuova rubrica che curo – Libri e Mistero – si continua la dissertazione sulla faccenda: scartabellando l’opera di Swift ci ritroviamo d’un tratto in un tuffo all’indietro nella Storia, attraverso un abisso sul quale si affacciano le origini della Massoneria, la Rosa+Croce, Druidi e monumenti misteriosi come Carrick-Fergus, ordini di monaci-cavalieri tornati dalle Crociate con qualcosa, Cabala, Gematria e Notarikon. E tutto converge nell’Alchimia, che avevamo utilizzato come chiave di lettura la scorsa volta, e apre le porte su un’ipotesi finale non poi tanto balzana.
I conti tornano? Procuratevi la rivista – ché ci sono tante altre cose assai interessanti, a partire dall’ottimo focus scritto da Mahmud Marai, che racconta del perduto Regno di Yam e delle sue scoperte nel cuore del deserto, capaci di gettare nuova  luce sulle origini della civiltà egizia – e fatemi sapere.

Poi c’è questo signore che vi sorride qui sopra. Si chiama Acanthophis antarcticus – per gli amici death adder (vipera della morte) – e non vede l’ora di conoscervi.
Si tratta della bestiola che si è aggiudicata l’ottava posizione nella classifica dei dieci animali più velenosi del mondo per la rubrica Natural Born Killers che curo per LaTelaNera.com.
Correte a leggere l’articolo, e non metteteci un piede sopra.

Poi: gli Archetipi.
Ne abbiamo chiacchierato sul numero di Hera di cui sopra, in un’intervista a Luigi Acerbi e me (vedi la scansione) per il “Primo piano” a cura di Massimo Bonasorte.

Si è chiuso l’interessante e ampio percorso “Archetipi: una domanda a…”, su LaTelaNera.com, con le risposte date a Simone Corà da Giuseppe Pastore – autore di Fame di Potere -, da Samuel Marolla – autore di Sirene -, e da Luigi Acerbi – autore di Una Cosa Sola.

Nuova lusinghiera recensione poi da parte di Aurora Alicino su Message in a Book.

Un’altra recensione è apparsa invece su Booksblog, scritta da Robo, per il buon vecchio TaroT – Ludus Hermeticus.

Molto bene. Credo sia tutto.



Letteratura, libri, mistero. E Archetipi (dentro).

7 02 2010

In edicola c’è già il nuovo numero di Hera – il 121 – e non ve lo potete perdere.

Il titolo, come vedete qui da parte, è Letteratura e mistero, e ci sono dentro un vagone di cose intriganti. In primis l’eccellente focus di questo mese, a cura di Stefano Mayorca, dal titolo Simboli esoterici nella letteratura fantastica. In particolare Mayorca approfondisce in quest’ottica l’opera di Ray Bradbury, Jules Verne, e R.L. Stevenson, con estrema acutezza e profondità.
Vi vedo già con la salivazione incrementata.
Fate bene.

Non è tutto. C’entro anch’io: infatti su questo numero parte la mia nuova rubrica, alla quale vi accennavo qualche tempo fa (e che si affianca, per quanto mi riguarda, alla consueta Sala degli Archivi – dove questo mese, a proposito, si parla anche di Zeferina di Riccardo Coltri). Si chiama Libri e misteri, e si inizia con la prima parte di un articolo dal titolo Gulliver e le lune di Marte.
Di che si tratta?
Be’, mentre nella Sala parlo di libri nuovi, la nuova rubrica rovisterà invece tra grandi libri – più o meno “classici”, più o meno noti – della letteratura mondiale, andando a proporne di volta in volta una lettura da un punto di vista particolare, insolito, originale.
Cercando nuove prospettive e osservando gli angoli bui, le tracce inspiegabili, i riflessi meno evidenti. Cercando porte suggerite dall’autore, lasciate socchiuse per i lettori curiosi. Cercando segnali e codici. O apparenti bachi che forse – dico forse – in realtà sono serrature.
Senza dimenticare il rigore semiotico. S’intende.

In questo articolo inaugurale, mi occupo – come dicevo – del buon Gulliver.
Che parla delle due lune di Marte 151 anni prima della loro scoperta.
Mica male, vero?

Poi ci sono molti altri articoli interessanti, come sempre, tra cui gli ottimi pezzi di Andrew Collins (L’enigma di Cygnus X-3) e Robert Schoch (Pensiero alternativo e mondo accademico). E tanto altro.

Passando al resto del titolo del post, aggiorniamoci sul dibattito su Archetipi. Mi pare cosa opportuna.
Su LaTelaNera.com sono apparsi nei giorni scorsi gli interventi di altri due autori del libro: quello di Elvezio Sciallis e quello di Strumm.
Su Thriller Magazine, invece, è stato pubblicato – all’interno della rubrica Shining a cura della straordinaria Marilù Oliva – un ampio special dal titolo Dentro gli Archetipi, che davvero un sacco mi e ci inorgoglisce. Purtroppo dovrete sorbirvi le mie risposte, ma vi garantisco che ne vale la pena per il resto.

Credo sia tutto. Ma d’altra parte credo di sbagliarmi.



Archetipi a Milano il 28 gennaio, Spazio MilanoNera

23 01 2010

Eccoci anche a Milano, per il primo incontro archetipico del 2010.

Dopo avere discusso di fondamenti di memetica nera a Torino, Roma, Bologna e Padova, tocca anche a voi tritapanettone a tradimento – ché a questo punto dovreste anche averlo quasi smaltito, quindi siete pronti e scattanti.

Il luogo, fondamentale perno milanese della letteratura nera, è lo Spazio MilanoNera, presso la Libreria Mursia in via Galvani 24 (traversa via Gioia; metro: tra Sondrio, Gioia e Stazione Centrale).
L’orario: le 19:00.
I dannati: Danilo Arona, Alberto Priora, David Riva, Jessica Angiulli e Lucio Mondini (anche noti come Diramazioni – e a proposito: sarà anche possibile acquistare le stampe delle tavole da loro autografate), oltre al prescindibile sottoscritto gatto.
A introdurre l’incontro Francesca Colletti, caporedattrice di MilanoNera Mag.

Il resto lo scoprirete da voi, sempre che abbiate il coraggio di spalancare i cancelli dell’Abisso.



Ragni robusti, fenici dei ghiacci, e rave letterari

21 01 2010

Prosegue la mirabolante top ten degli animali più velenosi del mondo di cui mi sto occupando su LaTelaNera.com all’interno della nuova rubrica Natural Born Killers.

La battaglia era per il numero 9, dopo che al decimo posto abbiamo trovato – un paio di settimane fa, come senz’altro ricordate (non è una tipa che si dimentica facilmente) – Phoneutria nigriventer.
E a ottenere l’ambito nono posto è stato Atrax robustus, il ragno dalla tela a imbuto tanto caro agli abitanti di Sydney.
Qui a sinistra vi sorride con l’affabilità che notoriamente lo contraddistingue.

Atrax è un ragno amico dell’uomo: il suo veleno, potentissimo, si dimostra infatti per ragioni sconosciute efficace soprattutto sul vostro organismo, molto più di quanto non lo sia sulle sue prede naturali.
Non trovate sia stato un pensiero squisito da parte sua evolversi in tal guisa?
Bene, mi fa piacere siate d’accordo. Per cui ora correte a leggere l’articolo su Atrax robustus, in modo che possiate imparare cosa può farvi, e come salvarvi la pelle in caso vi si infili nelle scarpe (perché lo fa, oh sì, lo fa).

Passando a altri animali, stavolta mitologici, è davvero un piacere segnalare l’interessante discussione di David Riva a proposito del suo racconto La Fenice, contenuto in Archetipi. David ha come sempre uno sguardo profondissimo sulla natura segreta delle cose, e il dono di restituirne barlumi armonici che è compito del lettore osare comprendere.

Restando in tema archetipico, ci sono tre nuove recensioni che sono onorato (e non lo dico tanto per dire) di riportare:

Quella scritta da Marica Petrolati, apparsa sul blog di Raffaele Serafini.

Quella scritta da Daniele Picciuti, apparsa sul Art Litteram.

Quella scritta da Marco Caudullo, apparsa su LaTelaNera.

Dirigendoci verso la fine del post, come non spendere qualche parola sull’evento letterario più temuto?
Lunedì si è infatti aperta la Macelleria n.6 – il leggendario laboratorio letterario de LaTelaNera per il quale ho il privilegio da circa un anno di indossare i panni del Garzone – per un’edizione molto speciale: la Royal Rumble 2010.
Non sapete cos’è? Be’, meglio così, soprattutto se avete lo stomaco delicato, perché non sarà un bello spettacolo. Io – avendo imparato la lezione del Sellero – ho già preparato frigoriferi a pozzetto e piastrelle adesive.
Se però siete magari studenti di anatomia comparata, può essere un’ottima occasione di apprendimento. Quindi in quel caso fateci un giro.
Ci vediamo là.